Rosa rugosa – Piante da siepe resistente




Caratteristiche rosa rugosa

La Rosa rugosa è facilmente riconoscibile per la sua forma tondeggiante, con fogliame di colore verde mela, venato e rugoso.

rose alberelloE’ un arbusto fitto, vigoroso, versatile, con numerose spine presenti sia sulle foglie sia sui rami vecchi, lunghe fino a cm 1,50. Ha foglie composte di 5-9 foglioline oblunghe, dentate, con venature profondamente incise a formare delle rugosità, da cui appunto prende il nome. L’intera foglia può essere lunga da 8 a 18 centimetri. Nel periodo autunnale assume colorazioni tipiche della stagione, con tonalità accese, come oro brillante. Spesso persistono sui rami fino ad inverno inoltrato regalando, assieme alle bacche, note di colore.

E’ una rosa che resiste molto bene agli inverni rigidi, al vento, all’inquinamento, alle malattie ed ai terreni poveri e siccitosi. Necessita di qualche ora di sole al giorno ma prospera senza problemi anche in posizioni ombreggiate.

Produce bei frutti sferici color rosso brillante, simili a piccoli pomodori di cm 2,5 di diametro, molto decorativi.




Non richiedono grande manutenzione e possono abbellire siepi rustiche formando cespugli impenetrabili. Per la sua vigoria non è indicata alla coltivazione in vasi o fioriere: le radici necessitano di spazio così come la parte aerea.

Nella rosa specie, i fiori sono di 9 cm. di diametro, semplici, di colore acceso e sprigionano una fragranza delicata, sono solitari o radunati in piccoli mazzi (corimbi). Gli stami color giallo tenero, sono prominenti, spesso evidenti.

Allo stato selvatico troviamo la Rosa rugosa alba ed alba plena (bianca) e Rosa rugosa rubra (rosso cremisi), cespugli pollonanti con rami ricoperti da aculei setolosi.

Entrambe hanno dato origine a molti ibridi (compresa la rosa-garofano dai petali frastagliati) raggruppati sotto il nome di ibridi di Rosa Rugosa che potrebbero essere raggruppati tranquillamente anche come razza a parte.

Il colore dei loro fiori vira dal bianco purissimo come per la Blanc Double de Coubert e la Nyveldt’s White, al rosa pallido della Fru Dagmar Hastrup e Sarah van Fleet, al lilla della Thérèse Bugnet e Scabrosa, fino al porpora e cremisi scuro della Roserai de l’Hay, F.J. Grootendorst, Hansa. Anche le tonalità del giallo sono presenti, ma solo in due esemplari: Agnes e Dr. Eckener. Inesistenti l’arancione ed il carminio. La rifiorenza varia a seconda delle classi di rose che hanno contribuito alla formazione degli ibridi.



Rose alberello

Per anni, varie forme della rosa specie sono state usate per produrre rose alberello. E sono proprio queste rugose che appaiono, come nate dal nulla, nei giardini trascurati, riproducendosi dalle radici delle rose alberello lasciate senza controllo.

Alcuni ricercatori hanno ottenuto con queste rose, piante rustiche, resistenti alla peronospera ed alla ticchiolatura, alla cocciniglia ed alla ruggine, all’inquinamento ed alla salsedine. Non sono invece immuni ad afidi ed oidio.

Il clima e la Rosa rugosa

La Rosa rugosa sopporta bene il clima rigido quindi può essere coltivata senza temere le basse temperature. Durante i mesi invernali si possono comunque proteggere le radici ricoprendo la porzione di terreno attorno al colletto con foglie secche o altro materiale da pacciamatura.

Sono facili da mantenere: richiedono una semplice potatura di pulitura in primavera, spesso con lo scopo di contenerne la vigoria. Se si desidera ammirare la maturazione delle bacche in autunno, è sconsigliata la rimozione delle corolle sfiorite.

La storia della rosa rugosa

I rosai di Rosa rugosa, originari del Giappone e dell’Asia settentrionale (Cina e Corea), furono introdotti in Europa da Siebold solo nel 1845, mentre in Cina venivano coltivati da almeno 800 anni. Nonostante il suo ingresso nel pantheon delle rose sia piuttosto recente, è oggi una delle più diffuse nel continente.

Annaffiature

Annaffiare solo quando il terreno è perfettamente asciutto, in genere intervenendo circa ogni 2-3 settimane se nel frattempo non si sono manifestate abbondanti piogge. Evitare gli eccessi di umidità nel terreno.

Ricordiamo di fornire annualmente del concime arricchendo il terreno con stallatico maturo, all’inizio dell’inverno.

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