Ginepro | Juniperus communis (fam. Cupressaceae)

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ginepro

Il Ginepro oltre ad essere un albero utilizzato nei giardini come pianta ornamentale è anche un albero che le sue bacche sono piene di propietà curative.

Forma biologica

P-caesp/P-scap F (anero ta cespugliosa)

Corotipo

Circumboreale

Diffusione

Il ginepro comune o juniperus è di uso in Asia, Africa Settentrionale, America settentrionale ed Europa, nelle zone temperate-fredde. Cresce in pascoli, boschi e ambienti aridi di montagna, battuti dal vento, no a 1500-2000 m s.l.m. In Italia è presente nella macchia e nei pendii dal mare alla zona alpina.

In montagna, sopra i limiti del bosco, il ginepro può occupare interi pendii, con la sua forma sdraiata, aderente al terreno, resistente al vento e al freddo. In particolar modo, è di uso nel Centro-Nord, in Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Lombardia, dove è soggetto ad una cospicua raccolta allo stato spontaneo.

Nell’Arcipelago Toscano è presente soltanto in alcuni ambienti del territorio elbano, come nei boschi di pino di Procchio e Campo; si trova in numero discreto anche a Literno.

Caratteristiche botaniche

Ginepro
Foto Ginepro

Il ginepro è una conifera arbustiva alta no a 5-6 m, ma di dimensioni assai più modeste (50 cm) se in forma di arbusto, come accade in alta montagna, dove assume anche aspetto prostrato nella sottospecie nana.

Presenta foglie di colore verde glauco, inserite in gruppi di tre, sottili ad appuntite, tanto da essere pungenti, aventi due strisce biancastre nella pagina inferiore. La pianta è dioica perciò, con ori maschili giallastri e ori femminili verdastri, si trovano su piante diverse in piccole amenti all’ascella delle foglie.

Fiorisce in aprile-maggio; gli ovuli maturi, galbuli o più propriamente coccole, ma conosciuti impropriamente come frutti ovvero bacche, sono numerosi, carnosi, di colore nero-blu spesso ricoperto di pruina bluastra. Maturano nell’autunno dell’anno successivo alla fioritura.

Si presentano come coni globosi, derivati dalla fusione (concrescimento) di tre squame carnose, come evidente dalle cicatrici basali. Ogni coccola presenta epicarpo liscio e sottile e polpa spugnosa contenente tre semi di colore bruno chiaro.

Coltivazione

Il ginepro cresce in luoghi soleggiati. Si può coltivare anche su terreni poveri e si adatta a condizioni di pH da subacido a subalcalino. La propagazione viene fatta per via agamica mediate talea, oppure per via gamica (seme).

Ginepro
Bacche Ginepro

Nel primo caso vengono conservate le caratteristiche varietali, mentre nel secondo caso c’è il rischio di ottenere piante con habitus variabile. Si trapianta generalmente in primavera quando è cessato il rischio di gelate. Si praticano dei buchi nel terreno grandi circa il doppio del pane di terra che avvolge le radici.

Sul fondo della buca si distribuisce concime organico e, una volta messe a dimora, le piante vengono irrigate giornalmente. Una buona irrigazione consente alle piante di approfondire e sviluppare l’apparato radicale, fattore questo particolarmente importante nel caso di impianti su terreni declivi o in aree ventose.

È specie rustica e una volta attecchita dopo il trapianto, richiede limitate cure. Alcune varietà di ginepro comune sono tolleranti la siccità e i venti marini.

Micropropagazione (J. phoenicea e J. navicularis)

Le tecniche di micropropagazione riscontrate in letteratura sono riferite a varie specie: una è la J. phoenicea (o ginepro feniceo) impiegata per la produzione di legname. La fonte principale di espianti è rappresentata dalle gemme ascellari, che sono sterilizzate con un normale protocollo e quindi trasferite su mezzi di crescita con diverse combinazioni di toregolatori.

Il migliore risultato per quanto riguarda l’allungamento è ottenuto con il mezzo di Driver & Kuniyuki (DKW), integrato con kinetina o con NAA, mentre il mezzo di Rugini (OM) può stimolare la crescita di nuovi rami. Il mezzo di Murashige & Skoog (MS) mostra lo sviluppo di zone necrotiche nei germogli; i germogli della seconda, terza e quarta subcultura mostrano un maggiore allungamento della prima.

La fase di radicazione può essere effettuata con germogli esposti per 5 minuti a 2.4 μM di IBA e poi trasferiti nel mezzo OM senza regolatori di crescita. Questo metodo può indurre un buon sviluppo degli internodi e un buon tasso di radicazione (40%). L’acclimatazione delle piante è stata portata a termine in vasi contenente una mistura di torba e perlite (3:2) e in serre con progressiva riduzione dell’umidità relativa.

Gli espianti della specie J. navicularis sono rappresentati da ramoscelli laterali e apicali di piante mature sia maschili sia femminili da cui sono prelevate le gemme ascellari, mediante dei microtagli. Questi espianti fatti crescere in un mezzo selezionato, generalmente tra il mezzo OM e il mezzo di Gupta & Durzan, entrambi integrati con 0.45 μM di BAP, forniscono più di tre nuovi germogli per espianto.

La più alta percentuale di radicazione (60%) è quindi ottenuta dalle colture in OM con l’aggiunta di 12.3 μM di IBA. Con questo protocollo è possibile ottenere un buon tasso di moltiplicazione (superiore a 3), dopo tre cicli di moltiplicazione, per un periodo di circa tre mesi.

Organi della pianta utilizzati

La droga è costituita dalle coccole mature.

Composizione chimica e principi attivi

Le coccole distillate in corrente di vapore producono un olio essenziale (resa 0.8-2%) ricco di pineni (40-95%), sabinene (10-40%), e moltissimi altri composti. La composizione varia in base alla provenienza e al grado di maturazione della droga.

I componenti principali sono: olio essenziale contenente α-pinene, canfene, cadinene, 1-terpinene-4-olo, alcoli, iuniperina (composto amaro) ma anche resina, tannini, sostanze proteiche, zuccheri, avonoidi, acidi organici.

Dalle foglie di alcune specie di ginepro sono stati, inoltre, isolati oltre venti diterpeni, alcuni dei quali sono stati saggiati per la loro attività antimicrobica; tra questi l’acido Z-communico ha rivelato i più alti livelli di attività contro Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Enterococcus foecalis

Ginepro: pianta e sue proprietà

  • Usi alimentari/liquoristici

Le coccole mature hanno un sapore molto aromatico, per la presenza di grosse ghiandole contenenti un’essenza resinosa, e sono usate come condimento, come eupeptico e nella confezione di liquori, in particolare il Gin; vengono inoltre utilizzate per preparare l’essenza di ginepro medicinale ed anche l’acquavite di ginepro. Se essiccate devono essere conservate in vasi di vetro o di porcellana. In ogni caso la droga non deve contenere più del 10% di coccole immature.

  • Usi medicinali

Per la sua azione antisettica, balsamica ed espettorante, è utilizzato nella cura delle affezioni dell’apparato respiratorio. Ne viene anche segnalata un’azione spasmolitica a livello dell’apparato digerente e a livello bronchiale.

L’olio essenziale è antisettico delle vie urinarie e ha proprietà diuretiche. Se applicato sulla pelle può avere un e etto vescicatorio, mentre in ambito cosmetico, trova impiego come antiforfora e ha sul cuoio capelluto azione antisettica e antiin ammatoria e regolatrice della sebogenesi.

L’estratto fluido e la tintura sono usati come carminativi, stomachici e nelle dispepsie. È presente in shampoo e lozioni associato a essenza di lavanda o geranio, per mitigare l’odore penetrante.

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