Il melograno: come piantarlo e come coltivarlo

Nel frutteto o in giardino mettere un albero di melograno è una scelta interessante, che può esser motivata dal desiderio di avere un frutto succoso e benefico, con importanti proprietà positive verso l’organismo, oppure per scopo estetico melograno in inglese di dice pomegranate.

Melograno

Frutto di Melograno

Il melograno infatti da un lato è una pianta fruttifera con dei bei fiori, ma non dimentichiamoci che l’alberello ben gestito ha una forte valenza ornamentale, non per nulla esistono anche varietà di quest’albero selezionate proprio per bellezza, dimensione e persistenza dei fiori.

La coltivazione dei melograni non è particolarmente difficile: si tratta di piante abbastanza resistenti e poco soggette alle malattie, anche se i frutti quando è il clima è avverso possono spaccarsi facilmente sui rami e l’attività vegetativa intensa dell’arbusto richiede un attento lavoro di potatura annuale per esser disciplinata.

Come piantare un melograno in campo

Se vogliamo avviare una nuova coltivazione di melograni dobbiamo in prima battuta procurarci la piantina da trapiantare. Possiamo comprarla in vivaio ma non è l’unico modo: abbiamo la possibilità con un poco di perizia di moltiplicarci in proprio gratuitamente una piantina. Tutto quello che serve è avere a disposizione un albero esistente, che può essere anche di un conoscente, a cui prelevare una porzione di ramo da far radicare con la tecnica della talea. Altro metodo di propagazione interessante consiste nello scalzare un pollone basale dalla pianta madre, togliendolo già incluso di radici. Far germinare invece il melograno partendo dal seme è sconsigliabile perché metodo complicato e lento.

La pianta di melograno formata, o la talea fatta da noi ben radicata, si può trapiantare durante tutto il periodo invernale direttamente in pieno campo. Per farlo bisogna solo evitare i giorni in cui per il troppo freddo e il terreno risulta gelato. Si scava una buca di almeno mezzo metro per lato e 60 cm di profondità, in cui andremo a mettere la piantina per poi riempire con terra, mischiata con un poco di letame maturo e magari di cornunghia. Facciamo attenzione che il colletto dell’alberello sia all’altezza giusta e che la pianta sia ben eretta. In seguito al trapianto compattiamo bene la terra ai piedi della piantina e irrighiamo abbondantemente.
Nei primi tre o quattro anni di vita l’albero non darà produzione di frutta significativa, lasciando cadere i fiori e concentrando le proprie energie sulla pianta.

Coltivare il melograno durante l’anno

Dopo aver piantato dobbiamo curare la coltivazione del melograno, i primi mesi sono importanti perché occorre che le radici attecchiscano nel nuovo terreno e si richiede di irrigare regolarmente, in seguito l’apparato radicale si sviluppa e il melograno acquisisce autonomia.
Le irrigazioni saranno necessarie quindi solo in periodi di aridità, con particolare attenzione al periodo di fioritura e fruttificazione, mai bisogna però permettere che ci siano eccessivi ristagni idrici nel terreno, che farebbero morire la pianta.

Attorno al melograno possiamo decidere di lasciar crescere il prato spontaneo, sfalciandolo di tanto in tanto, oppure coprire con una generosa pacciamatura di paglia.

La coltivazione in vaso

Questa pianta si può coltivare anche come alberello da mettere in vaso, su terrazzi o balconi. Richiede una buona esposizione solare e un vaso abbastanza grande (altezza 40 cm circa), l’ideale è scegliere varietà nane che quindi sopportino anche per lungo periodo la costrizione di un contenitore. Il melograno in vaso richiede tutte le stesse accortezze rispetto a quello in campo, in più però bisogna irrigare con maggior costanza, seppure senza provocare ristagno. Inoltre le potature devono essere accorte per mantenere una dimensione adeguata agli spazi disponibili nel balcone. Ovviamente non possiamo aspettarci una ricca produzione di frutta che possiamo avere invece in giardino con piante libere di crescere sia nel suolo che fuori.

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Potatura della pianta di melograno

Il melograno è un arbusto che in natura si presenta disordinato e intricato: tende ad avere una produzione intensa di polloni e succhioni. Per questo è necessaria un’attività regolare di potatura, in modo che la chioma si presenti ordinata, sia perché sia esteticamente gradevole che perché sia comoda da gestire nella raccolta. Potare inoltre è necessario per stimolare ed equilibrare la produzione dell’albero.
Nei primi anni le potature sono dette d’allevamento e hanno lo scopo di dare alla pianta la forma che poi la caratterizzerà, impostando il portamento e le branche principali. I due metodi di allevamento più diffusi sono il vaso e il cespuglio.
In seguito ci si concentra invece su potature di produzione, che devono tenere rinnovati i rami e contenere lo sviluppo vegetativo, oltre a mantenere la chioma ariosa e bene illuminata. Nel potare si rimuovono anche eventuali rami secchi, rotti o parti di pianta malate.

Insetti e malattie che attaccano questa coltura

Il melograno è una pianta resistente, poco soggetta a problemi di malattia o di parassiti, una buona pratica per evitare problemi è curare il drenaggio del terreno ed evitare le irrigazioni a pioggia che colpiscano la chioma dell’albero.

Tra gli insetti che possono attaccare la pianta ricordiamo la piralide o tignola del melograno e gli afidi. Per la piralide (virachola isocrates) si possono usare trappole alimentari con esche adatte ai lepidotteri, oppure insetticidi a bassa tossicità come l’olio di neem, al limite il piretro.
Gli afidi invece si combattono con trattamenti a base di sapone di Marsiglia diluito in acqua in contesti di piccoli frutteti o di piante da giardino, mentre si può usare l’olio bianco in agricoltura professionale di più vasta scala. La presenza di coccinelle deve esser favorita, in quanto sono un formidabile alleato nella lotta ai piccoli parassiti delle piante da frutto.

La raccolta dei frutti

In autunno la pianta andrà a frutto e si possono cogliere i melograni maturi, il clima avverso e in particolare le eccessive precipitazioni che spesso si verificano durante gli ultimi mesi dell’anno possono provocare la spaccatura anticipata dei frutti sui rami. Si può far poco per evitare questo problema, se non curare che il suolo sia sempre ben drenante. Dopo il raccolto il frutto del melograno si conserva qualche settimana, se tenuto in cassette non troppo piene, scegliendo un locale fresco, asciutto e arieggiato. I chicchi di melograno hanno qualità straordinarie e si può farne un succo che è un vero toccasana per il benessere dell’organismo.

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