Rose a cespuglio: Consigli, Coltivazione e Cura – Rose Banksiae

Foto di una Rosa banksiae
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Rose a cespuglio le Rose Banksiae

Una delle famiglie delle rose a cespuglio sono le Banksiae – all’inizio del mese di maggio capita spesso di posare lo sguardo, nei vecchi giardini, su cascate di piccoli fiori, bianco crema o giallo primula, riuniti in fitti corimbi portati da lunghi tralci flessuosi e fogliame verde chiaro, aggraziato e minuto.
Sono le rose banksiane, cinesi sarmentose, frutto di ibridi naturali o varietà orticole.
Fanno capo a Rosa banksiae dalle origini incerte ma dalle innumerevoli virtù, tra cui primeggiano l’eccezionale vigoria, la longevità, la facile manutenzione – se non addirittura nulla, l’assenza di spine e, nei climi miti, la permanenza di fogliame verde anche in inverno.
E’ una delle prime rose a fiorire, alcune settimane prima dell’ondata principale delle altre rose. La fioritura purtroppo è unica nella stagione ma è compensata da una generosità senza pari.

Storia, origini e caratteristiche

tipi di rose a cespuglio
Rose a cespuglio

La loro coltivazione, presente in Cina già nel 1500, si è sviluppata in Europa e nel mondo Occidentale ben più tardi tra il 1700 e 1800, e classificata solo nel 1905.
Purtroppo, nel corso dei decenni, si sono perse quasi tutte le tracce delle varietà orticole ottenute in passato: basti pensare che i cataloghi inglesi ne elencavano 24 nel 1844, scese a 13 nel 1880 per poi arrivare a 7 nel 1924.
La rosa specie, oggi classificata come Rosa banksiae normalis, proviene dalla Cina subtropicale, dove è spesso utilizzata nelle zone agricole come arbusto da siepe di confine tra i campi coltivati.
E’ una rosa davvero di grande vigore che in natura può raggiungere tranquillamente i 15 metri d’altezza. La capostipite presenta fiori bianchi con un lungo ciuffo di stami, singoli, raggruppati in grandi corimbi e dall’intenso profumo di viola, seguiti da piccole bacche tondeggianti, rosso scuro.

Le varietà

La varietà a fiore doppio (R. banksiae “Albaplena” o R. banksiae banksiae) è stata la prima banksiae ufficialmente introdotta in Europa nel 1807, mentre la varietà dai fiori color giallo paglierino (R. banksiae Lutea o R. banksiae Luteo-plena), probabile incrocio naturale derivato tra la specie selvatica e una vecchia rosa gialla cinese, venne importata in Europa per conto dell’Horticoltural Society di Londra nel 1824. Questa a fiore giallo è l’unica banksiana non profumata anche se di gran lunga più rustica delle sorelle e quella con la fioritura più generosa.
Da un altro naturale lontano incrocio con Rosa Chinensis, potrebbe essere nata la forma gialla a fiore semplice (R. banksiae Lutescens) dalle corolle un po’ più grandi e dal dolce profumo.
Alla fioritura segue la produzione di innumerevoli piccole bacche scure. Venne introdotta in Europa solo nel 1870 e nei primi anni del Novecento ne fu piantato un esemplare, tuttora esistente, nel giardino La Mortola di Ventimiglia.
La R. banksiae “Purezza”, ottenuta da incroci e selezioni nel 1962, è l’unica varietà rifiorente, dai fiori doppi, lassi, bianco puro, molto profumati e riuniti in corimbi di medie dimensioni.

La coltivazione

Tutte le rose banksiane, nonostante abbiano dimostrato di adattarsi egregiamente anche ai climi temperati e umidi del centro Europa – rivelandosi più resistenti al freddo di quanto non si pensasse, esprimono tutto il loro splendore e vigoria negli ambienti caldi, soleggiati e asciutti dove fioriscono davvero abbondantemente, specialmente se aiutate con piccole irrigazioni di soccorso nei mesi più torridi.
Nel sud Italia, dove la bassissima umidità atmosferica fa sì che il mal bianco – cui le banksiane sono piuttosto sensibili – non proliferi, si possono ammirare in piena fioritura già in marzo-aprile-maggio.
Sono rose particolarmente adatte al clima Mediterraneo e se ne trovano splendidi esemplari anche nei giardini dell’Alhambra in Andalusia e in Arizona.
Tutte le banksiane sono definite ‘autoportanti‘, formano cioè un tronco legnoso, sensibile alle brinate, sufficientemente robusto da sostenere la vegetazione aerea. Sono prive di spine e riescono ad ancorarsi ai sostegni (spesso grandi alberi) grazie ai lunghi e flessibili rami sottili. La legatura ad un sostegno è pertanto necessaria solo nei primi anni dopo l’impianto.
La posizione preferita, come detto sopra, è quella a mezz’ombra nel sud Italia oppure in pieno sole, magari contro un muro o una parete riparata al Nord.
Possono essere utilizzate per la copertura di pergolati, oppure – data la mancanza di spine – nelle zone di passaggio. Possono essere lasciate crescere liberamente su alti alberi, avendo l’accortezza di piantarle a 50-60 cm. dal tronco in modo che le radici non entrino in conflitto tra loro.
Le varietà a fiore singolo possono anche essere utilizzate per l’abbellimento di terreni poveri e difficili, zone rocciose o fortemente siccitose.
Come per tutte le altre rose, le concimazioni possono essere effettuate annualmente con sostanze organiche.
La potatura non si rende necessaria se non saltuariamente per pulizia e contenimento.
Di curiosa bellezza sono i tronchi di questi rosai che, una volta raggiunta la maturità, si sfogliano acquisendo vivaci tonalità arancione se non addirittura un colore ruggine.
Le banksiane sono rose che non dovrebbero mancare nei grandi giardini e parchi.

FIORITURA: Marzo, Aprile, raggiunge il suo apice a Maggio

LUCE: Quella a mezz’ombra nel sud Italia oppure in pieno sole, magari contro un muro o una parete riparata al Nord.

ACQUA: Annaffiare in modo regolare, annaffiare alla base della pianta evitando di bagnare le foglie, per non favorire lo sviluppo di muffe.

TEMPERATURA: Non ha tante esigenze.

CONCIME: Stallatico

MALATTIE: Oidio, Macchie bianche sulle foglie

 

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