Finocchio marino | Crithmum maritimum l. – Piante aromatiche

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finocchio marino

Il Finocchio marino o l’erba di san pietro

Contenuti

Crithmum maritimum L. (fam. Umbelliferae)

Il Finocchio Marino, viene chiamano anche Erba di San Pietro, è una pianta che resiste alle alte temperature e resiste alla salsedine del mare, la si può trovare vicino al mare.

Forma biologica finocchio marino

Ch-sufr (Cameita sufruticosa)

Corotipo finocchio marino

euri-mediterranea

Difusione del finocchio marino

Il finocchio marino è una pianta originaria delle regioni europee mediterranee e presenta un’ampia distribuzione geograica, che va dalle coste del Mar Nero, del Mediterraneo e dell’Atlantico, ad arrivare alla Scozia. In Italia è molto comune in tutti i territori costieri.

È difusa sulle scogliere o dirupi di fronte al mare, su suoli di varia natura soggetti all’azione della salsedine. È più rara sui litorali sabbiosi. Nell’Arcipelago Toscano si trova su pareti rocciose e pendii detritici, dove cresce e colora di giallo la fascia costiera dell’isola d’elba, così come le falesie dell’isola di Capraia, la cintura costiera di Pianosa, del Giglio, di Giannutri e di Montecristo.

Caratteristiche botaniche del finocchio marino

Pianta suffruticosa perenne con fusto alto da 20 a 50 cm, legnoso alla base, con portamento flessuoso o prostrato, detta anche “cretamo” o “finocchio marino”. Le foglie glabre e carnose, con contorno triangolare, sono due o tre-pennatosette con segmenti lanceolati che conferiscono alla pianta l’aspetto di una succulenta.

L’infiorescenza è costituita da una grossa ombrella formata 8-36 raggi robusti ciascuno con un involucro e involucretto formato da numerose brattee lanceolate. I fiori hanno un piccolo calice a 5 petali interi, di colore bianco-verdastro. Il frutto è un diachenio di 4-5 mm, ovoide, giallastro o rossastro, glabro con la supericie marcata da costole longitudinali.

I semi, che in massima parte cadono in mare, grazie al tessuto spugnoso del pericarpo, che ha funzione di salvagente, galleggiano a lungo tra le onde in attesa di essere trasportati su un substrato adatto alla germinazione.

Coltivazione del finocchio marino

finocchio marino
Foto finocchio marino

La specie non viene coltivata, ma in passato veniva raccolta allo stato selvatico lungo le scogliere delle coste inglesi e utilizzata localmente per il suo particolare aroma come sostituto dei capperi.

Veniva raccolta dai marinai e le foglie consumate per prevenire lo scorbuto. Ad oggi, diversi sono stati i tentativi di coltivare il finocchio marino negli orti per raccogliere e consumare i germogli e le foglie più tenere.

Micropropagazione del finocchio marino

La micropropagazione del Crithmum può rappresentare un metodo appropriato per la propagazio- ne di massa dal momento che la propagazione vegetativa è limitata per lo scarso numero di talee, mentre l’impiego de semi prevede una fase di accrescimento molto lenta.

Si utilizzano come espianti iniziali le parti apicali del germoglio dalle quali vengono tolte le foglie, lavate con detergente per 30 minuti circa e successivamente sterilizzate con ipoclorito di sodio. Dopo la disinfezione vengono prelevati gli apici interni, isolati e posti in coltura in vitro con un fotoperiodo di 16 ore di luce e una temperatura di 22°C.

L’MS è il mezzo che ha dato migliori risultati per la produzione e moltipli- cazione di germogli; il più alto tasso di moltiplicazioni è ottenuto con una concentrazione di BA di 2.5 μM; concentrazioni più elevate inducono malformazione dei germogli e iperidricità.

Dopo alcune subculture la fase di radicazione può essere efettuata con MS addizionato a NAA (1.0-2.5 μM) e BA (2.5 μM) oppure impiegando un mezzo a metà concentrazione di MS e IBA (1 μM). Una valida scelta può essere la radicazione diretta in vivo, facendo attenzione alla fase di acclimatazione dei germogli ottenuti.

Organi della pianta utilizzati del finocchio di mare

Oltre ai frutti vengono impiegate le foglie e i rametti più teneri a scopo alimentare.

Composizione chimica e principi attivi del finocchio marino

I costituenti principali sono di tipo fenilpropanoidico e contiene inoltre un olio essenziale molto variabile in base al luogo di origine. Secondo un’analisi condotta su campioni raccolti in Liguria, il componente principale dell’olio essenziale è il γ-terpinene (41-68%); anche il sabinene è presente in alte concentrazioni (30%), ma solo durante la maturazione dei frutti.

Proprieta finocchio marino e usi

Usi medicinali

Le parti aeree della pianta hanno proprietà diuretiche (succo), riequilibranti e ricostituenti (vino) mentre i semi hanno proprietà eupeptiche, carminative e coleretiche (tintura e vino).

Usi alimentari

Le foglie e i rametti teneri vengono utilizzati per condire insalate o minestre.

 

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