Il finocchio selvatico: foeniculum vulgare

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Il Finocchio

Finocchio selvatico o Foeniculum vulgare Miller (fam. Umbelliferae)

Forma biologica del Finocchio

H-scap (Emicripto ta scaposa)

Corotipo del Finocchio

S-mediterraneo

Diffusione del Finocchio

Il finocchio selvatico è di uso in tutto il bacino mediterraneo, specie nelle zone aride incolte o coltive, dal mare alle zone submontane. In Italia è diffuso particolarmente lungo le zone costiere, dal piano ai 1000 m s.l.m. Nell’Arcipelago Toscano si ritrova sull’isola d’Elba e sull’isola di Monte- cristo (Bertacchi et al., 2005).

Caratteristiche botaniche del Finocchio

Specie erbacea generalmente biennale, diffusa in tutto il bacino mediterraneo, specie nelle zone aride, dal mare alle zone submontane. La pianta presenta uno stelo eretto che può raggiungere anche i 2 m, che porta foglie divise in lacinie filiformi, munite di guaine molto sviluppate. I fiori, di colore giallo-verde, sono riuniti all’apice dello stelo principale e di quelli laterali in ombrelle composte con odore caratteristico; i frutti (detti impropriamente semi) sono dei diacheni glabri e oblunghi, i cui merocarpi presentano costole sporgenti e caratteristico odore di anice.

Coltivazione

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Foto Finocchio

Il finocchio predilige ambienti caratterizzati da temperature miti comprese tra 15 e 20°C, è moderatamente resistente al freddo ma non alle gelate e preferisce terreni di medio impasto, profondi, di buona struttura e fertilità. La coltura ha una durata biennale ed è effettuata con semina diretta in febbraio-marzo o in estate, adottando distanze tra le le di 40-50 cm e di 15-20 cm sulla la, in modo da ottenere una densità di 10 piante a metro quadrato. La quantità di seme si aggira intorno a 3-5 kg per ettaro. Nel caso di semina diretta in campo è necessario procedere con un diradamento quando le piantine hanno raggiunto circa 10 cm di altezza. È possibile anche effettuare il trapianto delle piantine ottenute da seme, preparate in semenzaio circa 2 mesi prima. All’impianto si consiglia di procedere con una buona concimazione fosfatica e potassica intorno a 80 kg per ettaro, mentre l’azoto è consigliabile distribuirlo frazionato in due volte nel corso della coltivazione. Il controllo meccanico delle infestanti è consigliato, soprattutto mediante sarchiatura nell’inter la. La raccolta delle ombrelle si esegue in agosto-settembre, quando l’ombrella centrale assume un colore bruno- scuro. La maturazione è scalare e pertanto bisogna evitare di raccogliere i frutti senza eccessivo ritardo per evitare la loro caduta. Dopo la raccolta si provvede alla vagliatura e all’essiccamento con temperature non superiori a 40°C. La resa in frutti si aggira intorno a 1.0-2.0 t per ettaro, il cui contenuto in o.e. è intorno al 4-5%. I frutti essiccati, oltre che essere utilizzati tali e quali, vengono frantumati e destinati alla distillazione dell’o.e.

Micropropagazione

Gli espianti utilizzati per la micropropagazione sono i germogli, ottenibili dalle piante spontanee e/o cresciute in serra per l’acclimatazione e coltivazione; dopo una iniziale sterilizzazione effettuata con detergente e una immersione in una soluzione di ipoclorito di sodio, la rapida propagazione avviene con il mezzo di coltura basale (come MS) integrato con IAA (0.1 mg/L) e BA (0.1 mg/L). Il tasso di moltiplicazione è di 4.5-7.5 al mese, ottenuto con diverse varietà di nocchio. La radicazione dei germogli avviene in un mezzo contenente IAA (0.1 mg/L) ma privo di BA; una volta raggiunta la radicazione, le piante possono essere facilmente trasferite nel terreno.

Organi della pianta utilizzati

Radici e parti aeree.

Composizione chimica e principi attivi

I frutti maturi essiccati sono aromatici per la presenza di un olio essenziale, pari almeno al 4%, ricco in trans-anetolo (60-75%), fencone (12-22%), responsabile della principale di erenza di composizione e di odore rispetto all’anice, e poi limonene e pinene. È inoltre presente una percentuale di estragolo che può risultare alta, no al 5%, ma che nell’essenza in commercio non deve superare il 4%.

Finocchio Proprietà e usi

Usi medicinali del Finocchio

Sia i frutti sia l’essenza hanno varie indicazioni per diverse patologie: dispepsie accompagnati da disturbi gastroenterici, stimolazione della motilità, pesantezza di stomaco, in flatulenza, infiammazioni delle vie aeree superiori. I preparati in sciroppo o miele sono, invece, indicati per l’infanzia in casi d’infiammazione delle vie aeree con produzione eccessiva di muco. La radice viene consumata, cruda o lessata, come sfiammante contro il mal di gola e come diuretica.

Usi alimentari del Finocchio

Le parti verdi e i frutti sono utilizzati per insaporire le zuppe, i minestroni di verdura ed anche le insalate. In Maremma, i teneri germogli raccolti durante l’inverno sono consumati lessi e conditi con olio, aceto e sale. I frutti sono spesso adoperati nella fabbricazione di liquori, ma anche per dare sapore alle vivande. Le foglie fresche sono aggiunte all’acqua di bollitura del pesce per insaporirlo e, allo stesso tempo, per nascondere gli odori sgradevoli emessi durante la cottura.

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