Achillea millefoglie – achillea millefolium

323

Achillea millefolium L. (fam. Compositae)

  Oggi parliamo della Achillea Millefolium è una pianta che viene usata sia in campo estetico e come erba medica è  di origine europea appartenente alla famiglia delle Asteraceae Compositae.

Forma biologica

H-scap (emicriptoita scaposa)

Corotipo

Eurosiberiana

Difusione

Achillea millefolium L. (fam. Compositae)

La sua area di difusione è molto vasta e comprende l’intera europa, l’Asia temperata e tropicale, (dall’India alla Siberia), il Nord America (Canada, Stati Uniti e Messico), il Sud America (Guate- mala), l’Australia e la Nuova Zelanda. Molto presente nel nord della penisola italiana, specialmente nella zona alpina. Nell’Arcipelago Toscano cresce sull’isola d’elba lungo i bordi delle carrarecce, nelle praterie asciutte e sui rilievi.

Caratteristiche botaniche

Achillea millefolium
Achillea millefolium

Pianta erbacea, aromatica, cespitosa, perenne, più o meno tomentosa con rizoma strisciante da cui si originano i fusti eretti, striati e pubescenti, semplici e ramosi alla sommità, che raggiungono ino a 40-90 cm di altezza. Le foglie sono alterne, pelose, molto frastagliate e molli, a contorno lanceo- lato, due-tre pennatosette. Quelle alla base sono completamente divise in lacinie intere, più o meno profondamente dentate, inoltre, sono picciolate e molto più lunghe di quelle cauline che risultano di tipo sessile. I iori sono piccoli e dotati di 4-6 ligule di colore variabile dal bianco al rosa intenso con capolini piccoli a involucro ovoide riuniti assieme a formare dei corimbi compatti terminali. La ioritura avviene da maggio a settembre e porta alla produzione dei frutti. Il frutto è un achenio e il peso di 1000 semi è di 0.13 g circa.

Coltivazione

Achillea millefolium L. è una specie rustica, che vive bene in climi temperati o temperato-freddi, riu- scendo a superare i freddi invernali (-15°C) e a tollerare la siccità e la salinità. È poco esigente nei confronti del suolo, che può essere sia acido sia calcareo, anche se vegeta bene in suoli leggeri, ben drenati, evitando quelli pesanti o soggetti a ristagno idrico, privilegiando esposizioni soleggiate o a mezz’ombra.

In commercio si trovano la varietà tetraploide tedesca “Proa” e la varietà slovacca “Alba”, entrambe con iori bianchi e ricche in oli essenziali (o.e.) e proazulene. La coltura dell’achillea, può durare anche 10 anni, tuttavia, soprattutto in coltura biologica, per la difesa dalle malerbe è opportuno sfruttare impianti di più breve durata, come quelli annuali.

Per quanto riguarda l’impianto, è sconsigliata la semina diretta, ma si ricorre al trapianto in pieno campo delle piantine ottenute da seme, oppure alla divisione dei cespi delle piante madri o dei ri- zomi. L’impianto viene eseguito in primavera o in autunno in relazione all’andamento termico del periodo invernale.

La preparazione del terreno viene efettuata mediante un’aratura autunnale (ad una profondità di 25-30 cm) ed un eventuale interramento di 10-20 t per ettaro di letame maturo, in particolare se si opera in sistemi di produzione organico-biologica. Successivamente si efettuano dei passaggi di erpice per ainare il letto di semina/trapianto e provvedere all’interramento dei concimi minerali in modo da apportare: 80 kg di N e di P2O5 e 100 kg di K2O per ettaro. Il trapianto viene realiz- zato a partire dal mese di aprile, adottando una densità di impianto di circa 6 piante a m2 con una distanza tra le ile di 50-60cm. È necessario prestare particolare attenzione alla densità d’impianto evitando impianti troppo itti nei quali si possono veriicare maggiori rischi di marciumi fogliari e del colletto.

La droga è rappresentata dai iori e dalle foglie che vengono raccolti da giugno a settembre a par- tire dalla fase di piena ioritura. Nel primo anno la ioritura inizia nel mese di giugno, mentre negli anni successivi, si anticipa di un mese e si prolunga ino ad ottobre. Il numero di raccolte, da 2 a 5, varia in funzione della disponibilità di acqua e della fertilità del suolo. L’operazione di raccolta prevede il taglio della parte apicale dello stelo con le sommità iorite. Può essere efettuato il taglio a circa 20 cm dal suolo per favorire il ricaccio delle piante.

Il materiale vegetale viene essiccato alla temperatura di 35-40°C.
Nella nostra lora alpina sono presenti altre specie appartenenti allo stesso genere, che vengono utilizzate per produrre la droga a scopo terapeutico e liquoristico, quali: Achillea clavenae L., pianta difusa nelle Alpi centro-orientali da 600 ino a 2000-2600 m e molto adattabile ai pascoli calcarei; Achillea herba-rota All. e Achillea moschata Wulfen (Achillea genepi Murr.), piante molto meno adatta- bili e di più diicile coltivazione, che si trovano dai 1800 ai 3000 m sulle Alpi, dalla Val d’Aosta al Friuli; Achillea ligustica All., pianta più robusta dell’Achillea herba-rota, facilmente coltivabile anche in vaso e tipica della macchia mediterranea; Achillea nana L. presente nelle Alpi centro-occidentali; Achillea lanulosa, pianta, invece, circoscritta nel sud-ovest degli Stati Uniti, ed utilizzata come tipico ingrediente della medicina tradizionale ispanica.

Micropropagazione

Questa tecnica di propagazione è stata impiegata per alcune specie del genere Achillea, pertanto si possono adottare protocolli generali e adattarli opportunamente alle speciiche esigenze della specie. Gli espianti utilizzati comunemente sono i germogli laterali che sono inizialmente lavati con detergente commerciale e abbondantemente risciacquati in acqua corrente per 60-90 minuti. Successivamente la sterilizzazione del materiale avviene immergendolo brevemente in etanolo (1 minuto), quindi viene trasferito in sequenza prima in una soluzione acquosa di ipoclorito di sodio (3% v/v) contenente un tensioattivo blando (0.01% v/v) per 15 minuti, quindi per 30 minuti in una soluzione a concentrazione dimezzata dell’agente sterilizzante. Gli espianti così trattati sono abbondantemente lavati in acqua sterile e inine collocati sul mezzo di coltura solido (agar 0.8% p/v), formato da sali e vitamine di Murashige e Skoog (MS) addizionato di saccarosio (3% p/v) e da una idonea concentrazione di itoregolatori di crescita. Le piantine sono fatte crescere in camere di coltura a 23°C con un fotoperiodo di 16 h di luce fredda luorescente.

Il mezzo più idoneo per varie specie è rappresentato da MS integrato con 1 mg/L di acido indol- 3-acetico (IAA) più 2 mg/L di 6-benziladenina (BA). La radicazione in vitro si basa sull’impiego del mezzo di standard di MS con una ridotta presenza di saccarosio (2% p/v). Le piantine radicate sono acclimatate con successo in breve tempo dopo la propagazione su questo terreno, con una temperatura in camera di coltura di 23°C per 1-2 settimane e un’umidità del 100% prima di essere trasferite in serra. L’utilizzo di piante madri sane e di un procedimento adeguato rende possibile un aumento anche di circa 10 volte della produzione di Achillea.

Organi della pianta utilizzati

La droga è costituita dalle parti aeree della pianta all’epoca della ioritura.

Composizione chimica e principi attivi

Le achillee contengono achilleina (glucoside), acido achilleico, tannini, asparagina, itosterolo, mu- cillagini, resine e olio essenziale (o.e.). Sia il contenuto di o.e. che la sua qualità sono molto variabili. Il contenuto di o.e. nelle parti aeree iorite varia dallo 0.2 allo 0.3%, ma alcune popolazioni selezio- nate possono contenerne anche oltre l’1%, mentre nei fusti e nelle foglie la percentuale di o.e. va da 0.02 a 0.07%. Riguardo alla composizione, l’o.e. può essere privo di azuleni o contenerne ino al 20-30% nei chemiotipi più pregiati. Altre sostanze presenti nell’o.e. sono: α- e β-pinene, carioil- lene, borneolo, cineolo, sabinene, ecc. Falconieri e collaboratori (2011) hanno analizzato l’o.e. di A. millefolium trovando componenti quali α-asarone (33.3%), β-bisabolene (16.6%) e α-pinene (17.0%). Gli stessi Autori in esperimenti efettuati su cavie animali, hanno dimostrato che l’o.e. è caratte- rizzato da una spiccata capacità antimicotica. Beretta (2011) ha dimostrato, invece, come l’estratto idroalcolico di A. millefolium sia caratterizzato da efetti simil-ansiolitici, che non danno tolleranza sui recettori GABA.

Proprietà e usi

Usi medicinali

In medicina popolare l’achillea è usata come tonico, carminativo, febbrifugo, antispasmodico, astrin- gente, cicatrizzante e contro le emorragie mestruali.
Gli estratti acquosi hanno proprietà stomachiche, antispasmodiche, ipotensive, antipiretiche ed emostatiche.

In Toscana si applicano le foglie fresche e contuse sulle ferite a scopo emostatico e cicatrizzante; nel senese, l’infuso delle sommità iorite unite a quelle di biancospino, foglie d’olivo, vischio, borsa del pastore e ortica, sembra abbia proprietà ipotensive. Le sommità iorite sono spesso utilizzate per combattere le emorroidi, come astringenti , mentre il succo fresco per curare ferite ed ulcerazioni. Usi alimentari

La foglia dal sapore piccante si usa nelle insalate e, insieme ai iori, per aromatizzare i liquori.

Usi cosmetici

Gli estratti, se utilizzati nei bagni hanno efetti calmanti e lenitivi della pelle e delle mucose; l’ o.e. trova impiego nella preparazione di creme e shampoo.

Linguaggio dei fiori

Achillea millefolium: Guerra

Lascia una risposta

x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Accetta Rifiuto Impostazioni della privacy Ulteriori informazioni sulla nostra politica sui cookie