Lavanda | Lavandula stoechas (fam. Labiatae)

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Lavanda

Lavanda selvatica o stecade

Indice

La Lavanda o lavandula stoechas in antichita veniva usata come oggi come profumatore per mobili o ambientale.

Forma biologica

NP (Fanerofita nana)

Corotipo

Steno-mediterranea

Diffusione

La lavanda selvatica è una pianta strettamente mediterranea, che, però, non è presente in tutte le regioni del bacino. Si trova nelle regioni costiere del Mediterraneo con l’eccezione della Libia, dell’Egitto e del versante adriatico della Penisola italiana. In Italia è presente in Liguria, in tutte le regioni tirreniche e ioniche e nelle isole. Nell’Arcipelago Toscano la “gariga a labiate” è presente lungo i sentieri montani e nel piano termo-mediterraneo dell’isola d’Elba, nello stesso habitat di Capraia, Montecristo e Giannutri.

Caratteristiche botaniche

Lavanda
Foto Lavanda

La pianta è un frutice alto 40-60 cm, eccezionalmente fino a 120 cm, di colore grigiastro per la fitta tomentosità, con ramificazione non fitta ma densamente fogliosa e portamento eretto. I rami giovani sono tomentosi e tetragoni. Le foglie persistenti, opposte, lineari o lineari-lanceolate, lunghe 1-3 cm, larghe pochi millimetri, con margine ripiegato e nervatura principale pronunciata, biancotomentose su entrambe le pagine. All’ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole. I fiori sono riuniti in una vistosa e compatta infiorescenza a spiga, ovato-cilindrica e leggermente angolosa, lunga 2-3 cm e sormontata da un gruppo di 2-3 brattee ben sviluppate, di colore viola, blu o purpureo. I fiori hanno un calice tomentoso, lungo circa mezzo millimetro o poco più. La corolla è di colore blu-violaceo lunga circa mezzo centimetro, gamopetala, leggermente bilabiata ma apparentemente regolare, con tubo terminante in 5 lobi quasi uguali e arrotondati. Gli stami sono 4 e sessili. Il frutto è un achenio trigonale.

Coltivazione

lavanda
Foto coltivazione della lavanda

La lavanda stecade, pur essendo resistente alla siccità e abbastanza rustica, predilige terreni profondi e freschi e ben drenati per il conseguimento di buone rese. Sia che venga coltivata in vaso che in pieno campo, particolare attenzione va rivolta al drenaggio del terreno evitando ristagni idrici. Non ama climi troppo piovosi, soprattutto nei mesi invernali. Predilige terreni neutri o alcalini terreni. La propagazione avviene generalmente per via vegetativa mediante radicazione in vivaio di talee erbacee apicali della lunghezza di 5-10 cm, raccolte in primavera o in autunno da piante madri giovani, trattandole preferibilmente con ormoni rizogeni. Il trapianto con talee ben sviluppate di un anno si esegue in primavera adottando distanze tra le file di 100 cm e di 50 cm sulla fila. La durata dell’impianto è di circa 3-4 anni e con il tempo si ha un aumento della legnosità ed una riduzione della resa in oli essenziali. Viene raccolta quando le piante sono in fase di fioritura e nell’effettuare il taglio è da tener presente che l’essenza si trova soprattutto nelle infiorescenze, per cui è opportuno ridurre la presenza dello stelo e delle foglie basali.

Micropropagazione (L. officinale e L. angustifolia)

Per le colture in grande scala si può partire dai semi o dalla propagazione per talea. La micropropagazione viene effettuata a partire da piccoli germogli ottenuti da semi germinati in condizioni sterili o da nodi o da porzioni apicali del fusto. Quando si utilizzano i semi, la sterilizzazione è eseguita con detergente, ipoclorito di sodio e successivi risciacqui in acqua; i semi sterili vengono lasciati germinare al buio, a 26°C, in piastre contenenti agar disciolto in acqua. La sterilizzazione dei piccoli rametti avviene separando inizialmente tutte le foglie e trattando i rametti con una soluzione di detergente per 30 minuti e successivamente sterilizzandoli con ipoclorito di sodio. I piccoli rami vengono quindi tagliati in modo da avere delle piccole porzioni che comprendano dei nodi e ognuna di queste viene posta in posizione orizzontale con un appropriato mezzo di coltura alla luce (fotoperiodo di 16 ore di luce) e alla temperatura di 25°C. Il mezzo di proliferazione utilizzato per i germogli è MS (macro e microelementi) con l’aggiunta di mioinositolo, tiamina e fitoregolatori quali BA e talvolta gibberelline (GA3). Questo mezzo induce la proliferazione di germogli dalle gemme terminali e ascellari. Le piantine raggiungono la lunghezza di 2-3 cm dopo 2 mesi la messa in coltura. La fase di radicazione (20-30 giorni) prevede il trasferimento dei germogli in un substrato contenente NAA; talvolta l’aggiunta di gibberelline nel mezzo di proliferazione può influenzare negativamente la radicazione. Le piante micropropagate sono acclimatate facilmente in serra, con l’impiego di terriccio costituito da torba e stagno e tenute coperte con cellophane per 10 giorni per mantenere alta l’umidità ambientale. Dopo circa un mese sono trasferite all’aperto.

Organi della lavanda pianta utilizzati

Si utilizzano le infiorescenze.

Composizione chimica e principi attivi

Il componente principale dell’olio essenziale è il fenchone (52.6% nelle foglie e 66.2% nei fiori), seguito dalla canfora (13.1% nelle foglie e 27.1% nei fiori); la percentuale di olio essenziale diminuisce con l’avanzare dello stadio della fioritura.

Proprietà e usi

Usi medicinali

Si usano le foglie e i fiori essiccati in decotto per l’azione digestiva e antispasmodica; le sommità fiorite vengono inoltre usate in medicina popolare per l’azione antisettica, attribuita all’olio essenziale.

Usi cosmetici

Il macerato in olio d’oliva delle gemme fiorali viene applicato sulla pelle come antiseborroico. Inoltre, sacchettini di garza di cotone, contenenti all’interno i soli fiori o uniti ad altre parti della pianta, sono gettati nell’acqua del bagno per profumarla e per ottenere un’azione disinfettante e tonica sulla pelle.

Usi artigianali

I fiori essiccati vengono messi all’interno di sacchettini e riposti negli armadi per la loro profumazione gradevole e per l’uso come antitarme.

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