Piante Rose – Tutto quello che devi sapere.

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Piante rose, la pianta dei mille colori

La coltivazione delle rose e la cura

Piante rose
Immagine di una rosa

La coltura della piante rose non è così difficile come si potrebbe pensare: l’unica vera preoccupazione potrebbe essere rappresentata dalla loro facilità ad essere attaccate da malattie, in particolar modo le rose ibrido di Tea e le inglesi.
Le rose si adattano ad essere coltivate in diverse condizioni climatiche, da ambienti prossimi al mare fino ad altitudini attorno ai 1000-1200 metri s.l.m., dalle città e dalle periferie inquinate fino al piccolo balcone di casa.
Di seguito vengono riassunti i principali accorgimenti per un’ottima riuscita ed una sana crescita.

Coltivazione rose, Ubicazione, terreno, trapianto

La rosa pianta, ama essere piantata in un luogo più possibile aperto: è preferibile evitare disposizioni con scarsa circolazione dell’aria attorno e tra i rami per la maggiore incidenza delle malattie ed il forte pericolo di danni invernali (sole e freddo alternati).
Le rose, a parte alcune rare eccezioni, non amano i luoghi troppo caldi, troppo asciutti o troppo ombreggiati o esposti a correnti d’aria.

Viceversa, sono molto resistenti al gelo e generalmente preferiscono il freddo al caldo eccessivo. Occorre porre molta attenzione nel piantarle davanti a muri o pareti di casa poiché sfioriscono in fretta ed il loro colore potrebbe essere slavato. Inoltre sono assolutamente da evitare le vicinanze di lastricati, asfalto o sentieri ghiaiosi: il riflesso della luce durante una calda estate causerebbe molti danni.
Le piante devono distare almeno 60 cm. l’una dall’altra.

Alla base sarebbe consigliabile evitare di piantare altre piante arbustive o bulbose con apparati radicali invadenti che entrerebbero in competizione con quelli delle rose.

Il terreno viene messo a dura prova dalle precipitazioni estive, brevi ma spesso violente e con bruschi raffreddamenti del suolo e dell’aria circostante. La superficie rischia di incrostarsi molto e nei terreni poco sassosi gli strati più profondi possono essere talmente compatti al punto da compromettere l’intera crescita delle rose che risultano stentate e con foglie ingiallite. Per questo motivo, al momento del trapianto in terrapiena, il terreno deve essere ben lavorato alla profondità di almeno 40-60 cm. ed avere un ottimo drenaggio. Le pietre, non importa di quale tipo, non costituiscono uno svantaggio.

Ovviamente le piante non vanno messe a dimora se il terreno è troppo bagnato e bisogna aspettare che sia asciutto e soprattutto mai gelato. E’ consigliabile spargere sul fondo della buca dello stallatico ben maturo o altri composti organici (cornunghia o guano) per fornire un’iniziale concimazione. Sistemare le piante rose ed allargare a raggiera le radici. Prima che il buco d’impianto sia completamente riempito, si consiglia un’abbondante annaffiatura per poter impedire l’incrostamento della terra in superficie e mantenere più a lungo la necessaria umidità alle radici. Coprire con terra fino ad 1 cm. sopra la prima divaricazione dei rami ed alcuni centimetri al di sopra del punto d’innesto. Mantenere il terreno inumidito per le settimane successive all’impianto.

Le rose a radice nuda vanno piantate in autunno o al disgelo in primavera, non più tardi di marzo, mentre le rose in vaso possono essere messe in terra piena in qualsiasi periodo dell’anno, preferibilmente in tarda primavera o inizio d’autunno, purché si faccia attenzione e non si rompa il pane di terra.

Come potare le rose

Innanzitutto bisogna premettere che la potatura delle piante rose moderne

  • HT
  • Inglesi
  • Floribunde
  • Grandiflora
  • Arbustive

etc. va eseguita con grande precisione.

Il periodo di potatura dipende soprattutto dalla latitudine in cui vengono coltivate: se nel Sud-Centro Italia, sarà possibile effettuare la potatura già in autunno, prima del freddo; se invece al nord, dovranno essere effettuate solo dopo il disciogliersi della neve e comunque non prima del mese di febbraio quando il terreno è un po’ asciutto ed i germogli nella parte inferiore della pianta incominciano a gonfiarsi ed a colorarsi.

Solo nel secondo caso, la potatura sarà comunque corta, poiché le rose saranno state già accorciate a metà in autunno (ottobre) al fine di proteggerle dai danni causati dal peso della neve. Questo sarebbe un lavoro indispensabile laddove si manifestino abitualmente delle nevicate!
E’ stato osservato che la potatura primaverile è la migliore per quanto riguarda le rose coltivate ad altitudini superiori ai 500 mt. s.l.m.
Altra potatura da effettuare è quella estiva di rimonda, con cui si intende il taglio regolare delle corolle sfiorite con parte del ramo ed un paio di foglie, al fine di stimolare altre fioriture (per le varietà rifiorenti).

Con questa tecnica vanno asportati anche i cinorrodi che non siano di decoro in autunno, poiché altrimenti le piante trasporterebbero verso i frutti il nutrimento assorbito dal terreno a discapito di fioriture più vigorose.
Infine, l’eliminazione dei germogli radicali da rose innestate su portainnesti con forte tendenza a produrre polloni, deve avvenire regolarmente e con uno strappo deciso.

La potatura va effettuata diagonalmente, non troppo al di sopra e non troppo vicina alla gemma ascellare.
Potare i rami vecchi, quelli secchi e quelli troppo esili che rubano nutrimento alla pianta.
Le rose rampicanti non rifiorenti si potano in estate, al termine della fioritura, mentre le rose antiche raramente necessitano di potature se non le usuali di pulizia

Quanta acqua serve per le rose?

Di solito si annaffia troppo spesso: pochi sanno che le rose trapiantate in primavera ed attecchite, durante l’estate vanno irrigate solo dopo un breve periodo di siccità, mentre le rose che sono in giardino già da parecchi anni sopportano benissimo periodi più lunghi. Ovviamente la frequenza delle irrigazioni dipende dalla capacità di ritenzione idrica del terreno, dalla frequenza e dalla quantità delle precipitazioni piovose.

In ogni caso non si annaffia con pieno sole: il momento migliore per questo lavoro è al mattino presto, quando il terreno e l’aria sono ancora freschi e quindi non si rischiano stress idrici alle piante. Il getto d’acqua dovrà essere rivolto direttamente al terreno, in modo tale da non bagnare le foglie. Le rose rampicanti che crescono addossate a pareti esposte al sole, hanno bisogno di maggior umidità.

Protezioni invernali

Trascurare completamente una protezione invernale nelle zone settentrionali è un grosso rischio. Una protezione contro il freddo nei primi mesi dell’anno è necessaria ma è molto più importante proteggere le piante nel periodo immediatamente precedente la primavera. Ciò vale specialmente quando si susseguono fasi di intiepidimento e di successivo brusco raffreddamento e soprattutto per quelle specie di rose che preferiscono temperature miti, come le Cinesi. Comunque, anche nei casi più a rischio, come piante con il punto d’innesto non sufficientemente interrato, una copertura con stallatico maturo misto a paglia, fieno o altro è consigliabile ed efficace.

Concimazioni delle piante rose

In primavera al risveglio delle gemme, pulire ed arieggiare la base, zappettando il terreno per rompere la crosta superficiale che si sarà creata. Aggiungere del concime granulare chimico a lenta cessione. Ripetere la concimazione in luglio per favorire ulteriori e prolungate fioriture autunnali.
Non concimare da fine agosto in poi.
A fine autunno, prima del gelo, provvedere alla pacciamatura con letame maturo o composta.

2 Commenti
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  2. […] Rose Inglesi: ottenute per la prima volta negli anni ’50 dall’ibridatore inglese David Austin che seppe fondere il fascino delle rose antiche con le qualità delle rose moderne. Nacquero così rosai caratterizzati da portamento fitto, con fiori doppi o stradoppi, a coppa, spesso quartati, molto rifiorenti ed intensamente profumati, dai colori a volte accesi e brillanti, a volte tenui e delicati, tipici delle rose antiche. […]

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