Pothos: poche cure e resistente, molti risultati

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Photos

Il Photos è una pianta incredibilmente generosa, cresce rigogliosa senza grandi pretese anche nelle case di chi ha poca esperienza.

Questa pianta, originaria delle Isola Salomone e della Thailandia, è conosciuta anche come “edera del diavolo”. Il portamento, infatti, è proprio quello dell’edera e, come il noto sempreverde, può crescere sia come rampicante sia come ricadente.
Ma perché si chiama edera del diavolo?
Viene il sospetto che la ragione sia da ricercare nella rusticità di questa pianta, l’ideale per chi è proprio negato, per chi si autodefinisce un “pollice nero”, insomma per chi non sa da che parte iniziare con le piante.
E’ davvero difficile far morire un pothos, quasi, appunto, avesse fatto un patto con il diavolo.

Immagine Pothos
Immagine Pothos

È invece molto facile vederlo crescere rigoglioso e persino moltiplicarlo.
Il Pothos è velenoso per gli animali domestici ma ha il vantaggio di purificare l’aria degli appartamenti. Da studi condotti dalla Nasa, infatti,  sembra in grado di filtrare sostanze inquinanti e cancerogene, quali benzene, trielina e formaldeide.

La specie più diffusa è Pothos aureus, con foglie ovali screziate di giallo. Difficilmente in appartamento produce fiori che, anche in natura, sono piccoli e insignificanti. Si coltiva facendolo arrampicare su bastoni o griglie sia in cesti appesi, facendo ricadere il fogliame. Nel meno diffuso Potos pictus argyraeus, le foglie sono più scure e hanno un profilo grigio-argenteo. Poco conosciuta ma molto bella è anche la specie siamese con venature verde chiaro.

Le cure
Le esigenze del Pothos non sono tante. Per quanto riguarda la luce, una buona esposizione garantisce la screziatura del fogliame. Non posizioniamolo, però, sotto i raggi diretti del sole. In inverno non si può scendere sotto i 12°C e va annaffiato poco, anche se servono periodiche vaporizzazioni su tutta la chioma.
In primavera procediamo con il rinvaso, utilizzando un composto di terriccio universale con l’aggiunta id sabbia e torba. Via via che aumenta il caldo, incrementiamo le irrigazioni fino a una frequenza quotidiana nei mesi più caldi. In questo periodo è bene concimarlo una volta al mese, con un prodotto specifico per piante verdi da sciogliere in acqua.
Nei mesi estivi possiamo anche trasferirlo all’aperto, a mezz’ombra. Il pothos non richiede una vera e propria potatura ma si comporta un po’ come la nostra capigliatura: periodici tagli gli garantiranno una crescita più robusta e gli daranno un aspetto più sano.

Pothos coltivato in acqua
Il Pothos può crescere bene anche in idrocoltura, negli appositi vasi e seguendo gli accorgimenti di questa tecnica. Partiamo da una talea e mettiamola a radicare in acqua. Nel frattempo organizziamoci acquistando un vaso per idrocoltura, l’argilla espansa e un fertilizzante specifico. L’argilla andrà  tenuta in bagno per ore prima di porla sul fondo del vaso. Mettiamo la nostra talea nel vaso e aggiungiamo l’acqua fino al livello indicato. Dopo tre settimane aggiungiamo il fertilizzante nelle proporzioni indicate. Normalmente la capacità di nutrimento di questi prodotti dura da 4 a 6 mesi. L’acqua andrà rabboccata periodicamente per mantenerla al livello medio indicato sul vaso. In commercio esistono indicatori del livello dell’acqua. Strumenti galleggianti che mostrano con precisione la quantità di liquido nel vaso.
L’idrocoltura, può essere praticata anche con piante precedentemente coltivate in terra: per garantire l’adattamento richiesto sarà necessario pulire bene le radici dalla terra, lavandole con acqua tiepida.

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