Storia della botanica

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Storia della botanica

In Storia della botanica voglio tracciare quelle che sono state le linee portanti nello studio della botanica, studio che nasce nei tempi remoti: all’inizio si osservavano le piante per conoscerle a fini medicinali, in maniera talvolta empirica. I primi testi scritti sono databili circa seimila anni fa, sono trattati cinesi, assirobabilonesi ed egiziani che trattano delle capacità medicinali delle piante, con illustrazioni al riguardo.

botanicaIntorno all’anno 400 a.C. abbiamo testi di Empedocle di Agrigento e di Aristotile, anche se il fondatore dello studio della botanica è considerato Teofrasto di Lesbo, discepolo di Aristotele che ha scritto due trattati, uno sulla fisiologia e uno sulla morfologia.

Studiosi della Roma antica hanno scritto trattati in prosa e in poesia.

Sono state scritte le Bucoliche e le Georgiche da parte di Virgilio.

Plinio il Vecchio, nel primo secolo dopo Cristo raccoglie tutte le nozioni conosciute fino a quel momento in un unica enciclopedia, chiamata Historiae Naturalis.

Durante il Medioevo le piante continuarono ad essere studiate per fini medici: da ricordare il trattato ‘De Virtibus Herbarium’ composto da Macer Floridus nel nono secolo.

Nel periodo del Rinascimento ricordiamo il trattato Herbarium Apulei Platonici, che descrive 131 piante con i loro sinonimi e le istruzioni per il loro uso nella scienza della medicina, che fu pubblicato nel 1482, dando il via ad un lunga serie di trattati. In effetti con il quattrocento lo studio dei ricercatori universitari come diremmo ora, incomincia a crescere e ad assumere importanza.

Nel seicento si studiano la monenclatura binomia con Linneo, mentre Malpighi fa scoperte di anatomia e fisiologia vegetale grazie alla scoperta e all’utilizza del microscopio.

In seguito si scopre l’intervento dell’ossigeno nelle respirazione, germinazione e crescita dei vegetali: si studia ora quindi l’azione della luce, e si iniziano ad esaminare i fenomeni della fotosintesi clorofilliana, da parte di ricercatori quali Bayer e Liebig.

Grazie a mezzi sempre più precisi si studia la morfologia, l’istologia e l’anatomia delle piante, ormai tutte conosciute, mentre rimangono campi inesplorati riguardo alla citologia, alla fisiologia e alla sistemica.

Da una semplice osservazione degli antichi popoli, si è passati ad unop studio razionale e scientifico, ultimamente supportato dai computer e dalle periferiche destinate al preciso scopo dello studio della botanica.

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